Condivisione di Elena e Francesco

Cari amici,

abbiamo vissuto la grande gioia della maternità e della paternità dopo 15 anni di matrimonio, ma dopo alcune settimane la creatura che cresceva in Elena è salita al cielo…ecco avevamo chiesto a Gesù di non essere lasciati soli in questo momento, e davvero pur nella sofferenza ci siamo sentiti amati da tante persone, da Francesca e Giovanni, ma anche da parte di tanti amici genovesi che si sono fatti compagnia e conforto concreto. Grazie per accompagnarci, vogliamo seguire Gesù in quello che ci chiede di vivere… fidandoci dei suoi piani. Un caro saluto

Testimonianza di Valentina

Cari genitori e amici della Domus, sono Valentina; per i nuovi arrivati che mi conoscono poco, sono una delle collaboratrici della Casa Femminile. Molti di voi mi conoscono da tanti anni e per questo ci tengo e ritengo doveroso condividervi uno dei frutti del meraviglioso cammino che ho il dono di sperimentare all’interno di questa grande e preziosa famiglia, la Domus. Dopo 11 anni di vita vissuta all’interno delle case, è arrivato anche per me il momento di spiccare il volo per cui da quasi due mesi il mio cammino e la mia presenza in Domus continuano, ma in una modalità nuova. Mi sono trasferita in un appartamento esterno, ho intrapreso un’esperienza lavorativa per mantenermi autonomamente e mi trovo ora alle porte della laurea, chiudendo così in bellezza il mio percorso universitario magistrale per poi avviarmi alla realizzazione della mia professione come psicologa; si tratta di uno dei sogni che porto avanti da 10 anni, che chi a sua volta mi ha accolta in Domus mi ha aiutata a scoprire, donandomi la forza e la speranza di credere nella possibilità di rinascere costruendo un futuro migliore per la mia vita. Grazie al prezioso e quotidiano sostegno del consiglio operativo, ho quindi realizzato tutti i passi concreti e necessari per l’avvio di questa nuova avventura che evidentemente Gesù mi sta indicando per la continua realizzazione del mio personale cammino di crescita. Alla luce di questo importante cambiamento, desidero testimoniare con tutta la mia gratitudine di aver davvero sperimentato sulla mia pelle come la Domus sia la piena incarnazione dell’amore di un Dio che si prende cura di ogni suo figlio in modo unico, avendo a cuore prima di tutto il bene di ciascuno anche quando questo talvolta può rivelarsi in modo inaspettato. È stato e continua ad essere un bel cammino, ricco di doni e sogni realizzati che mai sarebbero stati possibili senza l’amore e la fiducia di chi mi ha sostenuta in questi anni credendo in me così come del volto dei ragazzi che nel mio piccolo ho avuto modo di accompagnare e che mi hanno ridonato il centuplo rispetto a ciò che potevo immaginare. In tal senso vi condividiamo sempre come il nostro donarci ai vostri figli sia il frutto di un lavoro quotidiano su noi stessi perché la forza di rialzarsi dal buco nero da cui arriviamo non può nascere da uno scambio di parole vuote, ma solo dall’incessante dono di autentici gesti concreti fatti di quotidianità, amore gratuito, presenza viva e anche fragilità. Insieme ai ragazzi, anche noi responsabili e tutto il consiglio operativo continuiamo il nostro cammino nella consapevolezza che siamo un dono prezioso non solo per ciò che facciamo, ma soprattutto per ciò che siamo. Ciò che aiuta i ragazzi a ritrovare la speranza non è infatti la nostra bravura ma è la nostra determinazione, il sostegno reciproco, la verità e la gioia di vivere e scegliere il bene pur nelle difficoltà che inevitabilmente la vita comporta. Per cui vedete anche noi crescere in continuo movimento, potendo essere testimoni della bellezza di un’opera di Dio che si forma e trasforma per far sì che ognuno giunga al compimento della propria chiamata … come in un porto, si formano infatti delle barche che si appostano alla base di accoglienza e delle barche che invece sono chiamate a partire per andare a portare i frutti della propria esperienza a chi ancora il porto non riesce a raggiungerlo. Detto questo concludo semplicemente ringraziando anche tutti voi e, in modo particolare ringrazio voi genitori perché se oggi sono quella che sono è anche grazie al dono di essere stata a fianco dei vostri figli che mi hanno permesso di incontrare Gesù attraverso i loro volti, le loro lotte e le loro lacrime trasformate in sorrisi… ognuno di loro mi ha permesso di gustare ogni giorno quel centuplo che Gesù ci promette quando si ama e per questo continuo a portarli tutti, davvero tutti nel cuore e nelle preghiere, ovunque siano!

Grazie e lode a Dio!!!! Un caro saluto a tutti, a presto!

Valentina

Testimonianza di Alessandro

Carissimi amici,

ho scelto questa modalità per raggiungere un pò tutti quanti in questi anni ho incontrato, conosciuto e con i quali ho condiviso dolori, gioie e rinascite.
Questa volta sono io a scrivere per raccontarvi di questa esperienza e del passaggio che in questi tempi ho compiuto.
Come per alcuni già noto infatti, da qualche giorno non abito più presso le case della Domus Familiae Padre Daniele, ma in un appartamento non troppo lontano dal centro di Padova.
In questi anni vissuti nelle case ho sperimentato in me, negli amici attorno a me e nei
ragazzi che via via ho incontrato, di come Dio si prende cura dei suoi figli. Così anch’io, che sono figlio suo, 8 anni fa ho bussato (come tanti altri prima e dopo di me) alle porte di questa famiglia e mi sono sentito accolto, amato e guidato fino ad oggi.
Esperienze come questa non sono facili da spiegare con le parole, ma si possono solo
vivere, perché negli amici che ogni martedì sera incontro del Consiglio Operativo non ho ascoltato solo delle belle parole o delle pacche sulle spalle, ma uno sguardo di bene dell’uno verso l’altro, anche quando questo bene voleva dire fare un salto vertiginoso.
Così che questo bene non ti lega, non ti obbliga, e non ha altre finalità se non quella di aiutare ogni suo membro alla piena realizzazione di sè, ma soprattutto desidera che tutti possiamo continuare a camminare dietro a Gesù.
Dico questo perché nella mia esperienza, iniziata alla Domus Familiae Padre Daniele all’età di 26 anni, prima per un momento di prova, poi come accolto e infine come collaboratore (responsabile della casa maschile e consacrato dell’incarnazione) ho capito che dal più grande al più piccolo in questa famiglia ci accomuna di sicuro una cosa, ovvero che tutti desideriamo essere amati e guariti nelle nostre ferite. Non esiste un unico modo perché siamo uno diverso dall’altro, ma esiste un percorso per
ognuno personale, che a volte ti invita a fermarti e a restare per diventare più forte e altre volte come per me in questo caso, ti accompagna a fare un salto per imparare a vivere come ci dice Gesù :“Nel mondo ma non del Mondo”.
Questa frase che si ripete facilmente come uno slogan, in questa casa ha un valore più che simbolico, è concretezza. Perciò mi sento ancor oggi guardato con questo bene così concreto che non ha preso in considerazione il ruolo, ma la crescita della mia persona.
E allora non per un gesto istintivo o per una decisione maturata in un giorno, ho guardato a questa opportunità di vivere il mio quotidiano in luogo altro, come occasione di crescita e di scelta di quanto fino a qui vissuto.

Non sono discorsi, è vita, quella che oggi mi porta a iniziare la mia giornata riscoprendo che io sono l’unico accolto di cui oggi mi prenderò cura, perché questo vuol dire che oggi per me la Domus è qui nel mio appartamento e nelle persone che incontro, non è ne di meno ne di più, è solo ancora una volta il modo in cui Dio supera le mie aspettative e permette che questa storia continui per me e per chi lo desidera lì dove siamo chiamati.
Per questo oggi il mio stare in Domus non è più una questione di presenza fisica, anche se non mancano le occasioni, ma è ciò che scelgo nelle mie relazioni e nelle amicizie che sono sempre al mio fianco.
Insomma come spesso ci ripetiamo, non esiste un fuori o un dentro ma esiste la persona e le scelte che ogni giorno sono, siamo chiamati a fare.
Non so ancora dire cosa porterà questa esperienza, ma so che questo è per il mio bene e per la mia crescita umana, spirituale e vocazionale, per continuare a stare dietro a Gesù che supera sempre le aspettative e fa nuova ogni cosa.
In tutto questo ringrazio gli amici del Consiglio Operativo attraverso i quali ho incontrato e continuo a incontrare un Cristianesimo che si è incarnato e che desidero continuare a seguire anche da qui.
Spero di aver raggiunto quanti più possibili in questi anni ho incontrato e hanno condiviso con me e con questa compagnia, un pezzo della propria vita.

Un caro saluto
De Rossi Alessandro