Vivere è una scelta

Testimonianza di una ragazza della Domus

In questi tempi mi è capitato di leggere il libro di S. Maria Goretti e desidero condividere alcune riflessioni che mi ha suscitato. In un passo del testo si legge: “L’uso del tempo è la verità sul proprio progetto di vita. Se siamo egoisti, il tempo sarà tutto per noi. Se siamo generosi lo sapremo donare. La maturità è giungere a donarlo interamente, dare la propria vita, giorno per giorno o nel martirio. Perché è così che poi ritroveremo noi stessi, se saremo diventati tutto amore. Senza ricerca di gratificazioni, senza strumentalizzare nessuno, ma con dono umile e generoso, imparando giorno per giorno ad allargare il cuore, riscaldandolo alla luce dell’amore di Dio e vivendo questo Cielo nel proprio quotidiano.” Mi ha colpito questa frase perché secondo me riassume con poche ma forti parole come deve vivere e chi è un Consacrato dell’Incarnazione. Essere Consacrati dell’Incarnazione secondo me è un dono e io lo paragono alla parabola dei talenti (Mt 25,14-30) dove non bisogna nascondere il talento che ci viene dato ma dobbiamo saperlo sfruttare al massimo. Mi sono venute delle domande :”come scegliamo di utilizzare questo dono? Chi scegliamo di essere in quanto consacrati dell’incarnazione? Che valore diamo al tempo che ci è dato? e come lo sfruttiamo? Come scegliamo di vivere le nostre giornate?” Maria Goretti dice :”alle grandi scelte non ci si arriva attraverso un solitario eroismo, ma attraverso un cammino molto ordinario di piccoli gesti quotidiani, un cammino iniziato dentro una comunità, vissuto dentro una famiglia, assunto e concretizzato lungo tutti i suoi giorni”.

Sarà una cosa paradossale ma io ho scelto di voltare pagina e di dare un senso alla mia vita quando ho sorriso al male e l’ho visto come strumento per donare a chi ho vicino qualche cosa di più grande, ho voluto vedere il male come uno strumento d’amore e questo è un cammino che parte da piccoli gesti e scelte; io prima di questo non sapevo se rinnovare la mia scelta di Consacrata perché stavo davanti a un limite da cui non mi staccavo. Penso che la vita abbia senso per quello che ci si mette dentro ed è per questo che dobbiamo scegliere che cosa mettere dentro ogni giorno. Inizialmente ho voluto leggere questo libro per avere un aiuto in più per staccarmi da tutte le cose che mi hanno fatto del male e ho voluto cercare una santa che mi potesse “aiutare” a scegliere di vedere la mia vita da un’altra prospettiva che riguardasse anche la tematica del perdono… E leggendo su Google la sua storia mi ha colpito perché Maria Goretti è morta a quindici anni per mano di un uomo, lui la uccise pugnalandola quindici volte e lei l’unica cosa che disse è :”non farlo finirai all’inferno“ e prima di morire disse ancora: ”lo perdono e lo voglio vicino a me in paradiso”. Mi ha fatto riflettere la sua storia in particolare come ha vissuto lei il suo dolore nell’ essere uccisa e la scelta che ha fatto di perdono. Questa è una riflessione che ho fatto che mi aiuta a scegliere chi essere e come voler vivere la mia vita.

S.P.