Una famiglia che si affida

Testimonianza di due genitori di una ragazza accolta presso la Domus Familiae Padre Daniele

Con l’occasione del mettervi al corrente circa l’incontro che abbiamo avuto con gli assistenti sociali, approfittiamo per inoltrarvi la nostra riconoscenza, la nostra gratitudine profonda, che sarà, per sempre.

Stupiti, ancora una volta, increduli, di fronte ad un progetto d’amore più grande di Dio, che coinvolge la nostra vita, senza venire da noi, che solo per Grazia, e infinita Misericordia, è reso possibile. Eppur questo Amore e questa Grazia l’avevamo già incontrata. Ma Dio sa andare oltre, quel che già conoscevamo. Oltre ciò che potevamo immaginare, desiderare, considerare possibile.

Siamo partiti con la nostra primogenita nella seconda domenica di Quaresima, con la Parola della consegna di Mose’, del figlio Isacco, al Padre, che glielo ha restituito, con una grande promessa. Siamo partiti con la nostra secondogenita nella quarta domenica di Quaresima, con la lettera agli Efesini, la Parola che Dio ci ha donato,  con la quale iniziamo la nostra testimonianza di vita risorta, quando il Sacerdote ci chiama a farla. ” Per Grazia siete salvati”.

Queste Parole, ci hanno dato conferma della presenza di Dio, reale e concreta, in tutta questa storia, benedetta, che sta coinvolgendo la nostra vita, non senza sofferenza, ma con una grande speranza, e con tanta pace nel cuore.  E il 15 marzo, primo giorno in cui iniziava la nostra vita con 2 figlie lontane e consegnate, Dio ci ha detto: ” Va, tuo figlio vive”. Con questa fiducia e questa pace, ci siamo messi in cammino, anche noi, come possiamo, con quel che siamo, con la certezza di Cristo Risorto, che sta compiendo un opera di salvezza, più grande di noi.

Sentire le notizie che ci date della nostra secondogenita, del suo percorso, e vedere quella luce nei suoi occhi e quella gioia, ci riempie di stupore e gratitudine! Mi piace dire che nostra figlia, è una ” scommessa di Dio “, resa possibile dai vostri SI, grandi e piccoli di ogni giorno, in un Amore ricevuto e ridonato, che permette miracoli.

La preghiera con la quale incessantemente vi siamo vicini, coinvolge le nostre figlie, ma anche tutti i ragazzi che sono con loro, tutti voi, tutti i giovani, tutti i nostri e vostri figli, tutti coloro che collaborano all’opera di salvezza del nostro Creatore.

Per tutto questo, grazie.

Il nostro incontro con gli assistenti sociali, è andato molto bene, anche questo, oltre le nostre aspettative. Ci è parso che siano rimasti ” senza parole”, e la prima parola che ci hanno detto al termine di un racconto molto dettagliato, nei minimi particolari, e che ha incluso commozione , verità , coinvolgimento emotivo, è stata GRAZIE.  Ha stupito anche noi. Come se non potessero fare obiezione alcuna, su nessun punto. Erano partiti dicendoci che l’iter prevedeva il coinvolgimento di un tribunale, un loro accesso a casa nostra, un colloquio con le scuole di appartenenza.  Alla fine, si sono fidati così tanto, sia delle rispettive strutture che ospitano le nostre figlie, che di noi, che hanno detto che devono pensare  un’attimo come procedere, perché il normale iter che hanno questi progetti e queste vicissitudini, forse dicono, non hanno motivo per essere messe in atto. Nessuna obiezione, su nessuna cosa. E crediamo che non vi contatteranno, come ci era stato predetto. Dicono che una struttura con una carta dei servizi come la vostra, non ha bisogno neanche di essere contattata.

Condivisione di Elena e Francesco

Cari amici,

abbiamo vissuto la grande gioia della maternità e della paternità dopo 15 anni di matrimonio, ma dopo alcune settimane la creatura che cresceva in Elena è salita al cielo…ecco avevamo chiesto a Gesù di non essere lasciati soli in questo momento, e davvero pur nella sofferenza ci siamo sentiti amati da tante persone, da Francesca e Giovanni, ma anche da parte di tanti amici genovesi che si sono fatti compagnia e conforto concreto. Grazie per accompagnarci, vogliamo seguire Gesù in quello che ci chiede di vivere… fidandoci dei suoi piani. Un caro saluto

Testimonianza di Valentina

Cari genitori e amici della Domus, sono Valentina; per i nuovi arrivati che mi conoscono poco, sono una delle collaboratrici della Casa Femminile. Molti di voi mi conoscono da tanti anni e per questo ci tengo e ritengo doveroso condividervi uno dei frutti del meraviglioso cammino che ho il dono di sperimentare all’interno di questa grande e preziosa famiglia, la Domus. Dopo 11 anni di vita vissuta all’interno delle case, è arrivato anche per me il momento di spiccare il volo per cui da quasi due mesi il mio cammino e la mia presenza in Domus continuano, ma in una modalità nuova. Mi sono trasferita in un appartamento esterno, ho intrapreso un’esperienza lavorativa per mantenermi autonomamente e mi trovo ora alle porte della laurea, chiudendo così in bellezza il mio percorso universitario magistrale per poi avviarmi alla realizzazione della mia professione come psicologa; si tratta di uno dei sogni che porto avanti da 10 anni, che chi a sua volta mi ha accolta in Domus mi ha aiutata a scoprire, donandomi la forza e la speranza di credere nella possibilità di rinascere costruendo un futuro migliore per la mia vita. Grazie al prezioso e quotidiano sostegno del consiglio operativo, ho quindi realizzato tutti i passi concreti e necessari per l’avvio di questa nuova avventura che evidentemente Gesù mi sta indicando per la continua realizzazione del mio personale cammino di crescita. Alla luce di questo importante cambiamento, desidero testimoniare con tutta la mia gratitudine di aver davvero sperimentato sulla mia pelle come la Domus sia la piena incarnazione dell’amore di un Dio che si prende cura di ogni suo figlio in modo unico, avendo a cuore prima di tutto il bene di ciascuno anche quando questo talvolta può rivelarsi in modo inaspettato. È stato e continua ad essere un bel cammino, ricco di doni e sogni realizzati che mai sarebbero stati possibili senza l’amore e la fiducia di chi mi ha sostenuta in questi anni credendo in me così come del volto dei ragazzi che nel mio piccolo ho avuto modo di accompagnare e che mi hanno ridonato il centuplo rispetto a ciò che potevo immaginare. In tal senso vi condividiamo sempre come il nostro donarci ai vostri figli sia il frutto di un lavoro quotidiano su noi stessi perché la forza di rialzarsi dal buco nero da cui arriviamo non può nascere da uno scambio di parole vuote, ma solo dall’incessante dono di autentici gesti concreti fatti di quotidianità, amore gratuito, presenza viva e anche fragilità. Insieme ai ragazzi, anche noi responsabili e tutto il consiglio operativo continuiamo il nostro cammino nella consapevolezza che siamo un dono prezioso non solo per ciò che facciamo, ma soprattutto per ciò che siamo. Ciò che aiuta i ragazzi a ritrovare la speranza non è infatti la nostra bravura ma è la nostra determinazione, il sostegno reciproco, la verità e la gioia di vivere e scegliere il bene pur nelle difficoltà che inevitabilmente la vita comporta. Per cui vedete anche noi crescere in continuo movimento, potendo essere testimoni della bellezza di un’opera di Dio che si forma e trasforma per far sì che ognuno giunga al compimento della propria chiamata … come in un porto, si formano infatti delle barche che si appostano alla base di accoglienza e delle barche che invece sono chiamate a partire per andare a portare i frutti della propria esperienza a chi ancora il porto non riesce a raggiungerlo. Detto questo concludo semplicemente ringraziando anche tutti voi e, in modo particolare ringrazio voi genitori perché se oggi sono quella che sono è anche grazie al dono di essere stata a fianco dei vostri figli che mi hanno permesso di incontrare Gesù attraverso i loro volti, le loro lotte e le loro lacrime trasformate in sorrisi… ognuno di loro mi ha permesso di gustare ogni giorno quel centuplo che Gesù ci promette quando si ama e per questo continuo a portarli tutti, davvero tutti nel cuore e nelle preghiere, ovunque siano!

Grazie e lode a Dio!!!! Un caro saluto a tutti, a presto!

Valentina

Testimonianza di Alessandro

Carissimi amici,

ho scelto questa modalità per raggiungere un pò tutti quanti in questi anni ho incontrato, conosciuto e con i quali ho condiviso dolori, gioie e rinascite.
Questa volta sono io a scrivere per raccontarvi di questa esperienza e del passaggio che in questi tempi ho compiuto.
Come per alcuni già noto infatti, da qualche giorno non abito più presso le case della Domus Familiae Padre Daniele, ma in un appartamento non troppo lontano dal centro di Padova.
In questi anni vissuti nelle case ho sperimentato in me, negli amici attorno a me e nei
ragazzi che via via ho incontrato, di come Dio si prende cura dei suoi figli. Così anch’io, che sono figlio suo, 8 anni fa ho bussato (come tanti altri prima e dopo di me) alle porte di questa famiglia e mi sono sentito accolto, amato e guidato fino ad oggi.
Esperienze come questa non sono facili da spiegare con le parole, ma si possono solo
vivere, perché negli amici che ogni martedì sera incontro del Consiglio Operativo non ho ascoltato solo delle belle parole o delle pacche sulle spalle, ma uno sguardo di bene dell’uno verso l’altro, anche quando questo bene voleva dire fare un salto vertiginoso.
Così che questo bene non ti lega, non ti obbliga, e non ha altre finalità se non quella di aiutare ogni suo membro alla piena realizzazione di sè, ma soprattutto desidera che tutti possiamo continuare a camminare dietro a Gesù.
Dico questo perché nella mia esperienza, iniziata alla Domus Familiae Padre Daniele all’età di 26 anni, prima per un momento di prova, poi come accolto e infine come collaboratore (responsabile della casa maschile e consacrato dell’incarnazione) ho capito che dal più grande al più piccolo in questa famiglia ci accomuna di sicuro una cosa, ovvero che tutti desideriamo essere amati e guariti nelle nostre ferite. Non esiste un unico modo perché siamo uno diverso dall’altro, ma esiste un percorso per
ognuno personale, che a volte ti invita a fermarti e a restare per diventare più forte e altre volte come per me in questo caso, ti accompagna a fare un salto per imparare a vivere come ci dice Gesù :“Nel mondo ma non del Mondo”.
Questa frase che si ripete facilmente come uno slogan, in questa casa ha un valore più che simbolico, è concretezza. Perciò mi sento ancor oggi guardato con questo bene così concreto che non ha preso in considerazione il ruolo, ma la crescita della mia persona.
E allora non per un gesto istintivo o per una decisione maturata in un giorno, ho guardato a questa opportunità di vivere il mio quotidiano in luogo altro, come occasione di crescita e di scelta di quanto fino a qui vissuto.

Non sono discorsi, è vita, quella che oggi mi porta a iniziare la mia giornata riscoprendo che io sono l’unico accolto di cui oggi mi prenderò cura, perché questo vuol dire che oggi per me la Domus è qui nel mio appartamento e nelle persone che incontro, non è ne di meno ne di più, è solo ancora una volta il modo in cui Dio supera le mie aspettative e permette che questa storia continui per me e per chi lo desidera lì dove siamo chiamati.
Per questo oggi il mio stare in Domus non è più una questione di presenza fisica, anche se non mancano le occasioni, ma è ciò che scelgo nelle mie relazioni e nelle amicizie che sono sempre al mio fianco.
Insomma come spesso ci ripetiamo, non esiste un fuori o un dentro ma esiste la persona e le scelte che ogni giorno sono, siamo chiamati a fare.
Non so ancora dire cosa porterà questa esperienza, ma so che questo è per il mio bene e per la mia crescita umana, spirituale e vocazionale, per continuare a stare dietro a Gesù che supera sempre le aspettative e fa nuova ogni cosa.
In tutto questo ringrazio gli amici del Consiglio Operativo attraverso i quali ho incontrato e continuo a incontrare un Cristianesimo che si è incarnato e che desidero continuare a seguire anche da qui.
Spero di aver raggiunto quanti più possibili in questi anni ho incontrato e hanno condiviso con me e con questa compagnia, un pezzo della propria vita.

Un caro saluto
De Rossi Alessandro

Momento di Benedizione

Vi condividiamo alcuni momenti della Benedizione delle nostre case. Padre Mario, seguito da tutti i ragazzi e le ragazze delle case ha benedetto tutti gli ambienti che quotidianamente abitiamo, dalle camere da letto, alle cucine, ai luoghi comuni ecc… Che Gesù ci accompagni in questo nuovo anno!

Vivere è una scelta

Testimonianza di una ragazza della Domus

In questi tempi mi è capitato di leggere il libro di S. Maria Goretti e desidero condividere alcune riflessioni che mi ha suscitato. In un passo del testo si legge: “L’uso del tempo è la verità sul proprio progetto di vita. Se siamo egoisti, il tempo sarà tutto per noi. Se siamo generosi lo sapremo donare. La maturità è giungere a donarlo interamente, dare la propria vita, giorno per giorno o nel martirio. Perché è così che poi ritroveremo noi stessi, se saremo diventati tutto amore. Senza ricerca di gratificazioni, senza strumentalizzare nessuno, ma con dono umile e generoso, imparando giorno per giorno ad allargare il cuore, riscaldandolo alla luce dell’amore di Dio e vivendo questo Cielo nel proprio quotidiano.” Mi ha colpito questa frase perché secondo me riassume con poche ma forti parole come deve vivere e chi è un Consacrato dell’Incarnazione. Essere Consacrati dell’Incarnazione secondo me è un dono e io lo paragono alla parabola dei talenti (Mt 25,14-30) dove non bisogna nascondere il talento che ci viene dato ma dobbiamo saperlo sfruttare al massimo. Mi sono venute delle domande :”come scegliamo di utilizzare questo dono? Chi scegliamo di essere in quanto consacrati dell’incarnazione? Che valore diamo al tempo che ci è dato? e come lo sfruttiamo? Come scegliamo di vivere le nostre giornate?” Maria Goretti dice :”alle grandi scelte non ci si arriva attraverso un solitario eroismo, ma attraverso un cammino molto ordinario di piccoli gesti quotidiani, un cammino iniziato dentro una comunità, vissuto dentro una famiglia, assunto e concretizzato lungo tutti i suoi giorni”.

Sarà una cosa paradossale ma io ho scelto di voltare pagina e di dare un senso alla mia vita quando ho sorriso al male e l’ho visto come strumento per donare a chi ho vicino qualche cosa di più grande, ho voluto vedere il male come uno strumento d’amore e questo è un cammino che parte da piccoli gesti e scelte; io prima di questo non sapevo se rinnovare la mia scelta di Consacrata perché stavo davanti a un limite da cui non mi staccavo. Penso che la vita abbia senso per quello che ci si mette dentro ed è per questo che dobbiamo scegliere che cosa mettere dentro ogni giorno. Inizialmente ho voluto leggere questo libro per avere un aiuto in più per staccarmi da tutte le cose che mi hanno fatto del male e ho voluto cercare una santa che mi potesse “aiutare” a scegliere di vedere la mia vita da un’altra prospettiva che riguardasse anche la tematica del perdono… E leggendo su Google la sua storia mi ha colpito perché Maria Goretti è morta a quindici anni per mano di un uomo, lui la uccise pugnalandola quindici volte e lei l’unica cosa che disse è :”non farlo finirai all’inferno“ e prima di morire disse ancora: ”lo perdono e lo voglio vicino a me in paradiso”. Mi ha fatto riflettere la sua storia in particolare come ha vissuto lei il suo dolore nell’ essere uccisa e la scelta che ha fatto di perdono. Questa è una riflessione che ho fatto che mi aiuta a scegliere chi essere e come voler vivere la mia vita.

S.P.